No, Conan non c'è, il mio maestro è Topolino. (Topolino detective? Se leggi il Topolino vedi che lo è! Ed inoltre avevano fatto due serie di libri (disney Mistery e Disney Avventura) con la stessa solfa.) Riguardo alla tizia, vallo a spiegare tu a una fredda (scusate ill gioco di parole) e cinica maga in grado di controllare neve e ghiaccio e con manie di malvagità totale.
Capitolo 4 – In azione!
Casa di Tomoyo – ore 0.45
La situazione era decisamente critica. C’era una maga malvagia che voleva conquistare il mondo con al suo servizio dei mercenari, con un ostaggio da liberare. Secondo me c’entrava qualcosa pure con il cambiamento climatico del Giappone. Dovevo agire in fretta, ma come? Non avevo nessun indizio che mi potesse portare a scoprire dove stesse di casa questa “Rosa Bianca”.
Un piccolo aiuto arrivò sfondando la finestra. Mi avvicinai tenendomi chinato, poteva essere solo un diversivo per farmi esporre al tiro di un cecchino.
Si trattava però di un semplice sasso con biglietto.
“Non avete rispettato il mio volere. Morte verrà dal mare alla catturacarte nella prigione francese”
Tomoyo si mise a piangere. Io mi misi a riflettere, forse ero ancora in tempo.
Prigione francese, quindi è in Francia. Morte verrà dal mare... L’intuizione venne come un fulmine, il cui tuono fu il mio urlo:
-Mont Saint Michel!!-
Dovevo assolutamente sapere l’orario delle maree. Con l’alta marea le prigioni di Mont Saint Michel si riempiono d’acqua, e chiunque vi è chiuso dentro muore annegato.
Tirai fuori dal mio zaino il computer portatile, e scaricai da internet i dati sulle maree. La prossima era prevista di lì a sei ore. Dovevo fare diecimila chilometri, avevo bisogno di un caccia per arrivare in tempo. Chiamai Topolino, che al momento stava beatamente dormendo.
-Pronto?-
-Topolino, puoi farmi preparare un qualunque aereo che da Tokio mi porti a Mont Saint Michel in meno di sei ore?-
-Si, certo… ma come mai ti trovi a Tokio? E come mai tutta questa fretta?-
-Dopo ti spiego tutto, ma sbrigati, è questione di vita o di morte!-.
-D’accordo…-
Aveva una voce decisamente assonnata, l’avevo proprio tirato giù dal letto. Mi richiamò dieci minuti dopo:
-Ti ho fatto preparare un F-14 con serbatoi supplementari, pronto a partire da Tokio fra una manciata di minuti. Vola a Mach 2.8, dovresti farcela. Solo che dovrai fare tre rifornimenti in volo, ha un’autonomia di poco più di 3000 chilometri. Ah, dovrai pilotarlo tu. Ma hai il brevetto di volo per i caccia, giusto?-.
-Esatto. Ti devo un favore.-
Fortuna che erano passati gli spazzaneve, cosicché ci misi solo 10 minuti ad arrivare all’aeroporto. Quando decollai avevo ancora quasi 5 ore e mezza. I tre rifornimenti andarono a meraviglia, e il caccia rispondeva perfettamente ai comandi. In volo usai la radio di bordo per spiegare a Topolino tutto ciò che sapevo, utilizzando un canale criptato per evitare intercettazioni. Arrivai nello spazio aereo di Mont Saint Michel con ancora circa 30 minuti a disposizione. A dir la verità, un po’ pochi. La marea era già iniziata, e se non mi sbrigavo avrebbe presto raggiunto il livello critico. Ossia avrebbe completamente invaso le prigioni, facendo così… Non osavo pensarlo.
Non potevo neanche atterrare, avrebbe richiesto troppo tempo. Così mi lanciai col seggiolino eiettabile lasciando precipitare il caccia. Spero che Topolino non se la sia presa troppo.
In aria mi sganciai dal seggiolino ed aprii il paracadute. Era pieno giorno, fu un miracolo che nessuno notò il caccia che si inabissava nel mare. E che nessuno sulla fortezza si sia accorto del mio arrivo. Atterrai sul tetto, lasciandomi poi scivolare fino ad un camminamento. Avevo 25 minuti, non dovevo sprecarli.
Sakura si stava guardando intorno. Era stata rinchiusa in una strana cella, fatta come un pozzo, con l’accesso dall’alto, molto buia a causa del fatto che l’unica lampadina era rotta, e legata con un grosso anello di ferro in vita ad una catena fissata al muro. Era seduta su una roccia che un tempo era un fregio della stanza, caduta chissà quando sul pavimento. All’improvviso si accorse di avere i piedi immersi nell’acqua.
“Da dove viene quest’acqua?”
Alzò lo sguardo e vide che da una tubatura stava scendendo dell’acqua.
Ed il flusso continuava ad aumentare.
Vidi una guardia camminare tranquillamente, non mi aveva notato. La stesi con un colpo del calcio della mia pistola alla nuca. Se avessi sparato avrei avuto lo stesso effetto, dato che è laser stordente, ma qualcuno avrebbe potuto vedere il lampo. Raccolsi il mitra della guardia, non si sa mai.
Ci misi un quarto d’ora a aggiungere la zona delle segrete, muovendomi nell’ombra per non farmi vedere. Guardai l’orologio: solo dieci minuti. Iniziai a correre a perdifiato. Presto l’acqua avrebbe allagato tutto, al diavolo la prudenza! Incontrai un paio di guardie, e le misi K.O. con due colpi ben mirati della pistola. Intanto le lancette dell’orologio correvano veloci.
Sakura si stava disperatamente tenendo a galla, ma entro poco la ridotta lunghezza della catena non le avrebbe più permesso di tenere la testa fuori dall’acqua. Aveva più volte tentato di strappare la catena dal muro, ma senza successo poiché quattro bulloni la tenevano saldamente fissata alla parete attraverso una piastra di metallo. Prese fiato, e si immerse per riprovare, ma di nuovo la piastra non si mosse di un millimetro.
“Ormai sono morta”
Riusciva a malapena a tenere la testa fuori dall’acqua.
Avevo trovato diverse celle-pozzo vuote, eccetto per l’acqua. Ormai il livello era molto alto, avevo pochissimo tempo, era questione di attimi ormai. L’ultima cella era chiusa da un lucchetto, che feci saltare con un colpo del mitra. A gran fatica alzai la grata arrugginita, e mi avventurai all’interno scendendo la scaletta di ferro che conduceva al fondo.
Poteva essere troppo tardi.